
Vivere in un condominio a Roma significa condividere spazi e pareti con altre persone. Una delle sfide più grandi che affronto come amministratore è proprio la gestione delle liti per rumori molesti. Il mio compito, in questi casi, non è solo quello di far rispettare le regole, ma di agire come mediatore per riportare la serenità nel palazzo.
In questo articolo ti spiego come intervengo e quali sono i limiti previsti dalla legge e dai regolamenti.
Ogni volta che ricevo una segnalazione per rumore, la mia prima azione è consultare il Regolamento di Condominio.
Molti regolamenti (specialmente quelli di natura contrattuale) sono molto precisi e stabiliscono le cosiddette "fasce di silenzio". Generalmente, il silenzio va rispettato:
Se queste fasce vengono violate, il mio ruolo è richiamare formalmente il condomino responsabile, ricordandogli gli obblighi sottoscritti.
Al di là del regolamento, la legge nazionale (Art. 844 c.c.) parla di "normale tollerabilità". Cosa significa? Che il rumore non deve superare una certa soglia oggettiva. Come amministratore, spiego sempre che:
Quando mi segnali un problema di rumore, non mi limito a inviare una mail fredda. Ecco il mio metodo:
Se il tuo vicino fa rumore, il mio suggerimento è di non rispondere con altro rumore. Segnalami la situazione con precisione (orari e tipologia di disturbo): questo mi permette di avere basi solide per intervenire con autorità e proteggere il tuo diritto al riposo.
Problemi di convivenza nel tuo stabile che non trovano soluzione?
Spesso una gestione presente e ferma può fare la differenza tra un condominio invivibile e uno sereno.
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